LA THERAPY DOLL
La Therapy Dolls è una terapia, molto utilizzata negli USA, ancora poco conosciuta in Italia. Questo trattamento è stato ideato per tutti gli anziani che soffrono di Alzheimer o altre demenze e rientra tra le terapie non farmacologiche che hanno l’obiettivo di aumentare le capacità relazioni dei pazienti.
L’uso di una Baby Doll, ovvero una piccola bambola, può diventare un modo molto efficiente per ridurre lo stress e l’agitazione della persona che soffre di Alzheimer.
DOLL THERAPY E CAREGIVERS
La Doll Therapy suscita opinioni contrastanti tra i caregivers.
Alcuni di loro utilizzano questa terapia con i propri pazienti per incentivarne la responsabilità, la cura e la struttura di vita. Essi, infatti, sostengono che l’attaccamento alla bambola riesca a generare comfort e legame emotivo e che tenda a simulare una relazione tra l’anziano ed un suo eventuale “figlio”, generando un importante canale di comunicazione.
Non tutti i caregivers, però, sono di questa opinione. Mitchell, professore della School of Nursing and Midwifery della Queen’s University e autore anche del libro del 2016 Doll Therapy in Dementia Care: Evidence and Practice., afferma: “C’è un bel po ‘ di stigma, anche tra i professionisti, che pensano che tu stia trattando persone con demenza come bambini dando loro giocattoli per bambini con cui giocare”. Secondo l’autore, però, la terapia con le bambole è in grado di offrire agli anziani un’arma per combattere contro la propria malattia.
BENEFICI DELLA DOLL THERAPY
Affiancare la bambola all’anziano, come se essa fosse una bambina, aiuterà la persona a mantenere attive le sue abilità motorie e psicologiche. Le prime vengono mantenute dinamiche in quanto gli anziani saranno costretti a maneggiare la doll, ad esempio tenendola in braccio e coccolandola. Le seconde verranno stimolate dalla bambola, che può far emergere nella persona i sentimenti della sua giovinezza, aumentando in questo modo la sua responsabilità nella quotidianità.
Molte persone affette da demenza grave non sono più in grado di comporre delle frasi complete o semplicemente di interagire con le altre persone. L’utilizzo delle bambole, in questi casi, può stimolare un nuovo processo di pensiero che potrebbe dare inizio ad una fase di comunicazione con il proprio “bambino”.
Inoltre, la presenza della bambola dovrebbe rendere le attività quotidiane, come lavarsi e vestirsi, meno stressanti ed il momento del pasto più sereno. I pazienti, infatti, grazie alla compagnia della bambola saranno incentivati a mangiare di più. Infine, la bambola farà crescere in loro una corretta regolazione del ritmo sonno veglia, dovuta al pensiero, che avranno verso sera, di mettere a letto il loro “figlio”. Secondo quanto spiegato da Mitchell: “Il pensiero è che è ora di andare a dormire per la mia bambola, quindi è anche ora di andare a dormire per me”.
Una bambola più nel dettaglio è in grado di:
- Calmare coloro che sono agitati;
- Fornire ore di abbracci e sorrisi;
- Cullare una persona per farla addormentare;
- Creare una distrazione da un eventuale evento pericoloso, dannoso o sconvolgente;
- Fornire uno strumento per l’interazione sociale;
- Rigenerare sentimenti caldi verso un bambino piccolo;
- Rende possibile prendersi cura di “qualcun altro”.
DOLL THERAPY IN CASA DI RIPOSO
La terapia è utilizzata in alcune case di cura per i pazienti in fase centrale o tardiva di demenza. I residenti della casa possono occuparsi della bambola coccolandola. Il personale potrà decidere se assegnare una bambola per ciascun paziente, cosicché esso la possa tenere sempre nelle vicinanze, giorno e notte, oppure introdurre solo alcune bambole che gli ospiti condivideranno. In questo ultimo caso si incoraggerà l’aumento delle attività relazionali durante le sessioni supervisionate di doll therapy.
Gli studi su questa terapia sono ancora molti pochi ma quello che si è scoperto riguardo ad essa è che riesce a ridurre l’aggressività, i comportamenti ossessivi, l’umore negativo, permettendo in questo modo alla persona di migliorare le proprie relazioni con gli altri. Nel 2018, infatti, uno studio pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry, ha concluso che la terapia delle bambole è riuscita a ridurre significativamente i sintomi comportamentali e psicologici della demenza e del disagio del caregiver.