LA DEMENZA
La demenza è una malattia cronico degenerativa, caratterizzata dall’avanzamento più o meno rapido dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e dei danni funzionali che portano alla perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza.
Il maggior fattore di rischio associato a tale patologia è l’età, per questo motivo la demenza è in crescente aumento nella nostra popolazione, e nel 2012 è stata definita da OMS e ADI “una priorità mondiale di salute pubblica”.
Solo in Italia, il numero dei pazienti affetti da demenza è stimato intorno al milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni le persone che sono direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza. Dunque, si prevede che queste patologie diventeranno, in tempi brevi, uno dei problemi più rilevanti in termini di sanità pubblica.
EPIDEMIOLOGIA DELLA DEMENZA
Questa malattia, come già accennato precedentemente, è in crescente aumento nella popolazione ed è stata definita secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e di Alzheimer Disease International una priorità mondiale di salute pubblica: “Nel 2010 35,6 milioni di persone risultavano affette da demenza con stima di aumento del doppio nel 2030, del triplo nel 2050, con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno (1 ogni 4 secondi) e con una sopravvivenza media, dopo la diagnosi, di 4-8-anni. La stima dei costi è di 604 miliardi di dollari all’anno con incremento progressivo e continua sfida per i sistemi sanitari.
Tutti i Paesi devono includere le demenze nei loro programmi di salute pubblica. A livello internazionale, nazionale regionale e locale sono necessari programmi e coordinamento su più livelli e tra tutte le parti interessate”.
Tra la popolazione, a soffrire maggiormente per l’insorgenza della demenza di Alzheimer sono le persone di sesso femminile. Più precisamente queste persone sono 8% nei paesi industrializzati e corrispondono a pazienti ultrasessantacinquenni.
Secondo alcune proiezioni, i casi possibili di demenza potrebbero triplicarsi nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali.
Dopo l’analisi generale, diamo uno sguardo al nostro paese. In Italia, infatti, secondo alcune proiezioni demografiche, nel 2051 ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani, e di conseguenza aumenteranno anche le malattie croniche legate all’età, e tra le più emergenti troviamo, appunto, le demenze.
LE TERAPIE PER DEMENZA
Sebbene oggi siano in corso numerosi progetti di ricerca per individuare terapie efficaci per la cura della demenza, gli interventi disponibili non sono ancora risolutivi, in più la maggior parte di essi si concentrano prevalentemente su terapie non farmacologiche.
In generale,infatti, le strategie terapeutiche a disposizione per le demenze sono di diverso tipo, come terapie farmacologiche, psicosociali e di gestione integrata per la continuità assistenziale.
Soprattutto per le patologie cronico-degenerative come le demenze appare necessario definire un insieme di percorsi assistenziali secondo una filosofia di gestione integrata della malattia.
Il “Piano nazionale demenze – Strategie per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze” approvato con accordo del 30 ottobre 2014 dalla Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome e pubblicato in G.U.n.9 del 13 gennaio 2015, fornisce indicazioni strategiche per la promozione e il miglioramento degli interventi nel settore, non soltanto con riferimento agli aspetti terapeutici specialistici, ma anche al sostegno e all’accompagnamento del malato e dei familiari lungo tutto il percorso di cura.
Il Piano nazionale focalizza la propria attenzione sulle misure di sanità pubblica che possano promuovere interventi appropriati e adeguati, di contrasto allo stigma sociale, garanzia dei diritti, conoscenza aggiornata, coordinamento delle attività, finalizzati alla corretta gestione integrata della demenza.
Tra gli obiettivi principali del Piano nazionale demenze vi sono:
- la promozione della prevenzione,
- la diagnosi tempestiva,
- la presa in carico del paziente, al fine di ridurre le discriminazioni, favorendo adeguate politiche di intersettorialità.
In più è possibile arrivare ad implementare strategie e interventi per l’appropriatezza delle cure, attraverso un miglioramento della qualità dell’assistenza delle persone con demenza al proprio domicilio, presso le strutture residenziali e semiresidenziali e in tutte le fasi di malattia. Promuovere l’appropriatezza nell’uso dei farmaci, delle tecnologie e degli interventi psico-sociali In aggiunta, è fondamentale puntare all’aumento della consapevolezza e alla riduzione dello stigma per un miglioramento della qualità della vita della persona supportando i pazienti e i loro familiari, fornendo loro corrette informazioni sulla malattia e sui servizi disponibili per facilitare un accesso ad essi quanto più’ tempestivamente possibile. Inoltre, per migliorare la qualità di vita bisogna promuovere piena integrazione sociale per le persone con demenze anche attraverso strategie di coinvolgimento personale e familiare.
Questo è possibile grazie a nuove forme di partecipazione, in particolare attraverso il coinvolgimento delle famiglie e delle Associazioni, sviluppando non solo l’empowerment delle persone ma anche quello della comunità.
Per richiedere maggiori informazioni potete contattarci al numero di telefono 0117930904 oppure tramite mail a info@azionecognitiva.it