ALZHEMER RICERCA
Sono molti gli studiosi che si uniscono per cercare di trovare cure ad ogni tipo di malattia, per molte di esse infatti sono state trovate molteplici rimedi che ormai sono stati verificati su milioni di persone. Esistono però alcune patologie, come le demenza, dove i dottori in medicina e/o psicologia non sono ancora riusciti a trovare delle cure efficaci.
Nonostante le difficoltà nel trovare una cura, i ricercatori delle varie discipline coinvolte non si arrendono e continuano imperterriti a cercare delle cure per tutti coloro che soffrono di demenza.
L’attività di ricerca non sempre scaturisce in cure risolutive ma ha comunque il grande vantaggio di portare maggiore conoscenza rispetto ad una specifica patologia. Questa migliore comprensione di una data malattia permette ai medici di adottare misure che possono essere in grado di giovare ai pazienti.
ALZHEIMER NEWS
Gli autori di uno studio pubblicato su Geriatric Nursing, grazie ad un’osservazione durata un anno, hanno dimostrato gli effetti positivi della socializzazione sull’anziano affetto da demenza.
Le persone malate di Alzheimer molto spesso sono anche affette da sintomi psicologici negativi, come ad esempio ansia e depressione, oppure da problematiche comportamentali, come un aumento di agitazione o dell’aggressività. La partecipazione ad attività e le interazioni sociali con parenti, amici e/o assistenti porta il malato ad affrontare la malattia in maniera più “leggera”. Questo ingenera un cambiamento favorevole nell’umore del paziente ed un conseguente rallentamento del decorso della malattia.
Gli autori dello studio, sono partiti andando ad esaminare gli effetti della socializzazione su circa 200 anziani affetti da demenza. Queste persone sono state selezionate dallo staff tra i residenti più anziani di differenti strutture a lunga degenza.
Tra i 220 partecipanti, la non partecipazione alle attività e le pessime relazioni con gli altri residenti della struttura sono state associate a una maggiore BPSD di base. La BPSD comprende l’insieme di sintomi psicologici, psichiatrici e comportamentali negativi che sono comuni a tutte le persone affetti da demenza
Anche una poca frequentazione dei membri più stretti della famiglia è stata associata ad un livello più alto di BPSD nell’ultimo anno mentre grazie ad un’interazione attiva e continuativa con i parenti è stato possibile osservare una minore progressione della gravità dei sintomi BPSD.
Cosa è riuscito a dimostrare questo progetto alla fine dell’anno?
Alla fine dello studio i risultati hanno dimostrato come i pazienti poco coinvolti nelle attività e nelle interazioni con gli altri mostravano maggiori sintomi psicologici e comportamentali negativi rispetto ai pazienti maggiormente coinvolti. I secondi, infatti, hanno sperimentato un miglioramento del tono del loro umore che ha dato origine a sentimenti positivi, grazie ai quali sono andati incontro ad un rallentamento, anche se piccolo, della loro malattia.
Perciò è fondamentale massimizzare il coinvolgimento dei pazienti, così come le loro opportunità di socializzazione e interazione, al fine di prevenire l’aggravamento dei sintomi BPSD.
ALZHEIMER FAMIGLIA
Alla luce di questo studio, come possiamo aiutare un nostro caro affetto da demenza? Le parole chiave che riassumano lo studio pubblicato su Geriatric Nursing sono coinvolgimento, interazione e comunicazione. Cerchiamo di non lasciarli per molto tempo da soli e in questo modo riusciremo a migliorare il loro stato d’animo e la loro salute.
Non dimentichiamoci di far sempre parte della vita sociale del nostro caro nonostante gli impegni, familiari e lavorativi, e facciamogli sentire tutto il nostro affetto e amore. Nei giorni e nelle ore in cui non possiamo essere con loro, perché a lavoro o con la nostra famiglia, premuriamoci di assicurargli una assistenza adeguata, rivolgendoci a personale qualificato in grado di prendersi cura di persone con demenza e/o Alzhemier.