Antonietta è una donna di 75 anni e ha sempre avuto una grande passione per i viaggi e il cucito. Negli ultimi anni però, alcune vicissitudini come la scomparsa prematura del marito e le difficoltà legate alla sue capacità cognitive, attività per lei molto preziose, sono rallentate diminuendone di conseguenza l’autostima e la fiducia in se stessa.
La nuora, preoccupata per il lento declino al quale stava assistendo ed il desiderio di non poterla aiutare in modo concreto, ha suggerito ad Antonietta un percorso di stimolazione cognitiva per aiutarla così a preservare le sue capacità cognitive rallentando il declino. Si è quindi rivolta a noi per strutturare l’attività.
L’inizio del percorso: le prime sfide
Dopo un colloquio conoscitivo dove abbiamo presentato e spiegato le attività, abbiamo strutturato il percorso che sarebbe durato alcuni mesi. Ogni incontro era legato insieme da un unico filo conduttore: liberarsi dall’idea del giudizio che aveva Antonietta su di sé ed acquisire fiducia nelle proprie capacità. Infatti la donna aveva perso la fiducia in se stessa a causa anche di alcune limitazioni fisiche che, accompagnate alle dimenticanze, scaturivano in lei nervosismo e depressione.
Ogni incontro era una sfida, ma lei stessa si rendeva conto di quanto fossero una risorsa preziosa, uno spazio unico e personale dove, attraverso gli esercizi proposti, ha riscoperto e ritrovato alcuni aspetti di sé.
Nonostante alcuni momenti in cui il suo umore era a terra, la donna veniva ugualmente agli incontri, dato che le nostre attività rappresentavano l’unico momento libero dove poteva occuparsi di sé, svagarsi e potersi esprimere liberamente.
Una delle sue preoccupazioni più grandi era quella di non poter più essere una donna attiva e presente per la sua famiglia, con la quale aveva un legame molto solido. Attraverso alcuni compiti ed esercizi assegnati per casa, siamo riusciti a coinvolgere tutta la famiglia in attività semplici, come le parole crociate.
Antonietta mi raccontava con un umore migliorato i momenti in cui, insieme alla figlia e al nipote, la sera risolvevano le schede assegnate. Questo ha creato uno spazio di condivisione piacevole, positivo e gratificante per tutti, riducendo lo stress e l’ansia (come riportato sia dai familiari che da Antonietta) e migliorando la qualità del tempo trascorso insieme.
Il proseguimento del percorso: verso una maggiore autonomia
Nei mesi in cui si sono svolti gli incontri, Antonietta ricordava spesso episodi legati alla sua attività di sartoria, ancora viva a livello personale grazie alla famiglia, che le proponeva modelli e stoffe per capi personalizzati, e momenti legati al suo grande amore, il marito. Durante un’attività di completamento frasi, è riaffiorato un ricordo speciale per lei: il primo incontro con suo marito. Le emozioni hanno preso vita e abbiamo rielaborato il momento, concludendo la sessione con la loro canzone d’amore. Questo momento ha permesso ad Antonietta di riconnettersi con i momenti felici del passato, dimostrando come la stimolazione cognitiva possa essere un mezzo per custodire e rivivere il proprio patrimonio di ricordi.
Grazie a questi ricordi, attraverso una “scatola dei ricordi”, abbiamo ricostruito la sua storia, racchiusa in un cartellone con foto di oggetti personali e immagini dei suoi cari. La ricerca di immagini e oggetti ha coinvolto la famiglia, che era entusiasta di vedere Antonietta così propositiva.
Antonietta ha sempre partecipato in maniera attiva a ogni incontro, rendendoli unici e ricchi di emozioni, e creando con l’educatrice una buona empatia e interazione. Sono stati ritagliati momenti di socializzazione significativi: la merenda, ad esempio, era un momento in cui, libera dalle preoccupazioni, si raccontava senza paura. La paura e il timore che l’avevano accompagnata nei primi incontri, infatti, con il tempo si sono trasformati in nuove emozioni, rendendo il percorso sempre più positivo, culminando in piccole ma grandi vittorie personali.
Antonietta era molto contenta dei piccoli progressi fatti nella vita quotidiana, come riuscire a camminare senza bastone, migliorando così la sua mobilità. La ritrovata fiducia in se stessa le ha permesso di raggiungere questo importante obiettivo per la sua autonomia quotidiana.
La conclusione del percorso: celebrazione dei traguardi
Abbiamo concluso il percorso con la costruzione di un cartellone in cui Antonietta ha racchiuso momenti molto significativi, legati principalmente alla sua famiglia, che rappresenta per lei una grande risorsa.
Le esperienze di stimolazione cognitiva spesso raccontano storie di speranza e amore. Ognuna di queste storie ci insegna che, anche quando la mente inizia a vacillare, è possibile ritrovare sé stessi e vivere ancora momenti significativi. Ogni persona, infatti, ha una storia fatta di ricordi, emozioni e momenti preziosi. È importante prendersi cura di sé stessi e dei propri cari con pazienza e amore, sapendo che ogni piccolo passo avanti è un trionfo per il cuore e la mente.
La stimolazione cognitiva aiuta le persone a ritrovare frammenti di sé e regala nuove speranze a loro e alle loro famiglie. Antonietta ha intrapreso questo percorso insieme alla sua famiglia, raggiungendo piccoli ma grandi traguardi.